
Molti allenatori di calcio, soprattutto coloro che hanno avuto difficoltà ad accedere ai corsi UEFA in Italia, ad un certo punto del proprio percorso si scontrano con una credenza limitante: “Non sono abbastanza qualificato per ottenere opportunità migliori”. Questo pensiero frena entusiasmo e voglia di mettersi in gioco e può essere un ostacolo all’intraprendere una carriera professionistica.
Come combattere il mito del “non sono abbastanza” e quali sono i requisiti necessari a diventare allenatore di calcio?
Diventare allenatore di calcio: le credenze che ti limitano
E’ una credenza diffusa quella secondo cui senza una formazione di alto livello o senza aver frequentato i corsi UEFA, non sia possibile accedere alle opportunità migliori nel mondo del calcio. Tuttavia, questa convinzione non tiene conto delle tante possibilità disponibili per chi è disposto a investire nel proprio sviluppo.
La realtà è che le opportunità migliori non dipendono solo dai titoli, ma anche dalla passione, dall’esperienza e dall’impegno di ciascun allenatore.
FIGC: 3 ostacoli che scoraggiano gli aspiranti allenatori
A fare davvero la differenza, infatti, è la propria disponibilità a mettersi in gioco e cambiare la propria vita, senza lasciarsi scoraggiare dai limiti del sistema italiano.
Tra questi, ce ne sono tre che influenzano fortemente la carriera di un aspirante allenatore di calcio:
- La difficoltà di accesso ai corsi UEFA della FIGC;
- L’eccessiva burocrazia, le lungaggini e la mal distribuzione dei corsi sul territorio;
- Il percorso privilegiato riservato agli ex giocatori di calcio.
La difficoltà di accesso ai corsi UEFA della FIGC
Accedere ai corsi UEFA è fondamentale per intraprendere una carriera professionale come allenatore di calcio. Il sistema italiano, però, rende particolarmente difficile l’accesso sia per la scarsità di corsi in partenza durante l’anno, sia per la poca chiarezza sui requisiti necessari ad una buona valutazione. Questo può far desistere ottimi allenatori dal provare, o dal riprovare, l’accesso, con un alto rischio di perdere ottimi professionisti.
L’eccessiva burocrazia, le lungaggini e la mal distribuzione dei corsi sul territorio
Un altro problema da non sottovalutare è quello legato alla burocrazia, troppa e troppo poco chiara per chi deve compilare la modulistica e rispettare specifiche tempistiche. Inoltre, i corsi UEFA in Italia si tengono solo in alcuni momenti dell’anno e pochi, selezionati, luoghi, mal distribuiti. Ciò significa sia che se non si accede la prima volta, si potrebbe dover aspettare molto tempo prima di poter ritentare, sia che in caso di ammissione si potrebbe essere costretti a trasferirsi o a spostamenti lunghi e scomodi per raggiungere le sedi dei corsi, con conseguenti costi aggiuntivi di vitto e alloggio.
Il percorso privilegiato riservato agli ex giocatori di calcio.
Una delle convinzioni più limitanti è pensare che solo gli ex calciatori possano accedere ai corsi UEFA e diventare allenatori di successo. Ciò è dovuto al fatto che una carriera nel calcio professionistico viene, effettivamente, valutata in modo molto positivo in fase di selezione per l’accesso ai corsi UEFA della FIGC. Ma non tutti gli aspiranti allenatori sono ex giocatori e ancora meno hanno giocato in squadre di professionisti.
Che fare, dunque?
Diventare allenatore di calcio: come superare gli ostacoli

Sergio Pellegrino, allenatore di calcio professionista, consapevole delle difficoltà che scoraggiano gli aspiranti allenatori, ha lavorato per offrire loro soluzioni alternative e più lineari rispetto al sistema italiano.
Innanzitutto, di fronte alle innegabili problematiche legate all’accesso ai corsi UEFA in Italia, il consiglio è quello di ampliare lo sguardo, puntando a corsi altrettanto validi, erogati all’estero, come quelli della RFEF in Spagna.
Frequentare un corso UEFA in Spagna rappresenta una grande opportunità per gli allenatori italiani che si sentono bloccati nel loro percorso di crescita e, grazie ad un affiancamento qualificato, può rivelarsi un’alternativa più semplice e meno frustrante rispetto alla realtà italiana.
il percorso di affiancamento SP – Sergio Pellegrino si rivolge proprio agli allenatori che desiderano superare gli ostacoli, migliorare le proprie qualifiche e scoprire come diventare allenatore di calcio a livello professionale. Il percorso include supporto personalizzato per l’iscrizione ai corsi UEFA in Spagna, assistenza nella gestione della documentazione e consigli pratici su come affrontare il percorso formativo.
Il percorso è rivolto anche, e soprattutto, a coloro che non hanno un passato nel calcio e che vogliono veder valorizzate la propria passione e le proprie competenze senza dover competere ad armi impari sulla base di precedenti esperienze non connesse all’allenamento.
E’, poi, bene ricordare che chiunque pensi “Non sono abbastanza qualificato” sta sottovalutando il proprio potenziale. Grazie al percorso di affiancamento di SP, è possibile trasformare questa credenza in un’opportunità di crescita. La RFEF offre un sistema formativo aperto a tutti, e attraverso l’affiancamento di SP, ogni allenatore può capire come diventare allenatore di calcio senza dover competere con le limitazioni del sistema italiano, raggiungendo, così, il proprio obiettivo professionale.
In definitiva, la credenza “Non sono abbastanza qualificato per ottenere opportunità migliori” spesso si rivela solo un ostacolo mentale. Con il supporto giusto e un percorso chiaro, è possibile superare queste limitazioni e diventare un allenatore di calcio di successo. Grazie al percorso di affiancamento di SP, gli allenatori possono ottenere le qualifiche necessarie per fare il salto di qualità nella loro carriera, dimostrando che le opportunità migliori sono a portata di mano per chi è disposto a investire nel proprio futuro.
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I nostri esperti sono a tua disposizione per individuare il percorso di carriera più adatto alle tue esigenze.