Come diventare allenatore di calcio: il piano di Sergio Pellegrino – parte 3

Iscritto all’università di Parma, alla facoltà di Economia e Marketing, mai avrei pensato che un workshop e una chiacchierata casuale potessero cambiarmi la vita. Invece è stato così. Da quel giorno la domanda “Come diventare allenatore di calcio?” mi ha accompagnato lungo tutto il mio percorso e ancora oggi cerco di rispondere in modo chiaro ed esaustivo, per aiutare chi, come me, ha questo obiettivo.

Raccontando il mio percorso, spero di chiarire dubbi o ispirare i tanti aspiranti allenatori di calcio che, purtroppo, spesso non trovano facilmente dei punti di riferimento nel settore.

Se hai perso i capitoli 1 e 2, li trovi qui:

La fine degli esami e la Nazionale del 2014

Il 2014 è un anno difficile da dimenticare. Mi ero prefissato come obiettivo quello di laurearmi entro la fine dello stesso per non andare fuori corso. La mia situazione con gli esami era borderline, ma se avessi rispettato la tabella di marcia, avrei potuto farcela. Onestamente, in quel periodo non dedicai molto tempo a capire come diventare allenatore di calcio perché ci tenevo a completare in tempo quel percorso di laurea iniziato tre anni prima.

Per laurearmi doveva dare cinque esami: Marketing Operativo, Diritto Commerciale, Marketing Integrato, Marketing Internazionale e una materia a scelta di cui nemmeno ricordo il nome. Il piano era quanto segue: per fine maggio dovevo assolutamente superare i due esami di Marketing sui tre rimanenti in modo da avere il tempo per l’ultimo appello dei primi di luglio.

Se avessi superato indenne questa sessione, mi sarei trovato a settembre con due esami rimanenti, sapendo che bastava superarne uno per accedere all’appello straordinario di ottobre, messo a disposizione per laureandi di novembre.

Una volta conclusa l’università, avrei potuto dedicarmi al percorso di allenatore.

Un piano apparentemente perfetto che, però, presentava alcune criticità.

In particolare, una serie di distrazioni difficili da evitare per la persona che ero all’epoca:

  • Partite di Serie A
  • Partite di Champions League 
  • Feste
  • Sessioni di laurea del mese di marzo dei miei amici

E soprattutto, il mondiale in Brasile,  che capitava proprio durante la sessione estiva ed era determinante per le sorti del mio progetto di laurea!

Fino a marzo non studiai nulla, ma avevo molta fiducia nelle mie capacità. D’altronde non ero interessato al voto, ma solo a superare l’esame.

Erano belli quegli anni. Non c’erano particolari pensieri, se non appunto quelli di studiare e prendere almeno un 18.

Come diventare allenatore di calcio: una domanda in stand by

Nella settimana delle sessioni di laurea, specialmente quelle di economia, Parma si fermava. tra laureati travestiti in modi buffi, gli amici che cantano per strada, le cene e i festeggiamenti, è impossibile studiare!

Ma finita la sessione di marzo, non avevo più scuse: dovevo preparare gli esami. Sapevo quanto l’Italia ai mondiali sarebbe stata una distrazione, anche perché avrebbe riportato a galla la famosa domanda “Come diventare allenatore di calcio?”, per questo per me era fondamentale superare i due esami di marketing di fine maggio prima dell’inizio della manifestazione.

Arrivato a fine maggio, tra Redbull e i metodi più svariati per aumentare la produttività, ero pronto a sostenere gli esami di marketing integrato e marketing internazionale. Per fortuna, li superai entrambi! Era inizio giugno, avevo un mese di tempo per preparare l’esame di Diritto Commerciale, ma nel frattempo cominciò il Mondiale in Brasile. Avevo oltre 400 pagine da studiare, un assistente da evitare assolutamente in sede di esame e quella malinconia da fine della scuola addosso…non c’era tempo per altro, per le domande, ma ignorare la Nazionale, quello no, non potevo farlo!

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