
Conciliare il lavoro con i propri obiettivi di vita non è semplice. Ciò vale anche nel mondo del calcio dove gli aspiranti allenatori di calcio, che coltivano questa passione in modo parallelo rispetto ad un lavoro full-time, hanno difficoltà a conciliare gli impegni lavorativi con la partecipazione ai corsi FIGC. Soprattutto perché i corsi UEFA richiedono una frequenza in presenza prolungata e costante. Questa mancanza di flessibilità rende difficile, se non impossibile, seguire il percorso tradizionale per ottenere una licenza, poiché lasciare temporaneamente il proprio impiego non è un’opzione praticabile.
Dunque, come diventare allenatore di calcio, se si lavora a tempo pieno?
Corsi FIGC: la presenza obbligatoria in sede è un limite
I corsi FIGC sono una tappa fondamentale nel percorso professionale di un allenatore, ma la necessità di presenza fisica e frequente alle lezioni rende difficile l’accesso a chi ha un lavoro stabile. I corsi FIGC prevedono generalmente sessioni di formazione, distribuite su giorni e settimane, spesso con orari rigidi, che risultano incompatibili con i tipici orari di lavoro. Di conseguenza, molti aspiranti allenatori, pur possedendo le competenze necessarie, si trovano costretti a rinunciare al proprio sogno di diventare allenatore di calcio a causa di questa scarsa flessibilità.
Il problema riguarda soprattutto chi ha già un impiego e non può permettersi di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alla formazione. La mancanza di alternative più flessibili esclude molti candidati qualificati e motivati, limitando le possibilità di chi vuole realmente diventare allenatore di calcio, ma deve anche gestire le proprie responsabilità lavorative.
Corsi UEFA per lavoratori full-time: all’estero c’è maggior flessibilità
Per chi desidera diventare allenatore di calcio, ma non può permettersi di abbandonare il proprio impiego, una soluzione interessante è rappresentata dai corsi UEFA offerti all’estero, in particolare in Spagna tramite la RFEF (Real Federación Española de Fútbol).
Sebbene anche i corsi RFEF richiedano una partecipazione fisica, questi sono spesso strutturati in modo più intensivo, con sessioni concentrate in periodi specifici. Questo approccio riduce il numero di giorni di assenza da lavoro necessari e può essere più gestibile attraverso la richiesta di ferie o permessi.
A differenza dei corsi FIGC, i corsi della RFEF, dunque, prevedono di solito moduli intensivi, che consentono di ridurre il tempo complessivo di formazione e di gestire meglio gli impegni lavorativi. Per chi vuole diventare allenatore di calcio senza abbandonare un lavoro full-time, la possibilità di frequentare un corso con meno interruzioni può fare la differenza e facilitare l’accesso alla licenza.
In aggiunta, un percorso di affiancamento dedicato proprio ai lavoratori può aiutare a raggiungere l’obiettivo in modo più semplice e veloce e ad ottenere la licenza UEFA senza intoppi e senza perdere tempo prezioso nella ricerca di informazioni o nell’adempimento delle pratiche burocratiche.
Come diventare allenatore di calcio senza lasciare il lavoro
Infine, è bene sottolineare che esistono alternative che permettono di acquisire competenze e avanzare nel percorso per diventare allenatore di calcio, adatte a chi non può frequentare corsi FIGC o RFEF in modo regolare.
Una formazione continua è essenziale per migliorare le proprie abilità tecniche e strategiche, e molte piattaforme online offrono corsi specializzati accessibili da remoto. Questi non possono sostituire una licenza UEFA, ma coprono una vasta gamma di argomenti, dalle tecniche di allenamento alla gestione della squadra, permettendo agli aspiranti allenatori di continuare a formarsi, senza lasciare il proprio lavoro.
Investire in corsi online e partecipare a seminari e workshop durante i weekend rappresenta una valida soluzione per chi desidera diventare allenatore di calcio, ma non può dedicarsi ad un corso a tempo pieno. Inoltre, l’apprendimento continuo e l’aggiornamento delle proprie competenze dimostrano il proprio impegno e possono fare la differenza nel processo di selezione, quando si presenteranno nuove opportunità. In conclusione, nonostante per gli aspiranti allenatori che svolgono un lavoro full-time, la scarsa flessibilità dei corsi FIGC rappresenti una sfida reale, è bene non lasciarsi scoraggiare e ricordare che esistono percorsi alternativi, come i corsi UEFA in Spagna o i corsi di formazione e aggiornamento online.